Da scuola a polo di eccellenza culturale


Fondata nel 1996 dai ticinesi Mario Botta e Aurelio Galfetti, l’Accademia di architettura di Mendrisio (Università della Svizzera italiana) è una scuola umanista e cosmopolita che ha preso avvio da un progetto pedagogico esplicitamente alternativo rispetto alle formazioni impartite nei due Politecnici Federali di Losanna e Zurigo. Da ciò deriva l’attenzione riservata in Accademia alle scienze umane (filosofia, antropologia culturale, sociologia, ecologia umana, storia e critica dell’arte contemporanea, stili e tecniche del cinema, estetica musicale, …), che si integrano con la preparazione tecnica e l’apprendimento pratico affinché gli studenti imparino ad allargare i singoli programmi costruttivi e funzionali delle architetture a un più ambizioso valore pubblico.

Il ruolo centrale è svolto dagli atelier di progettazione, diretti da architetti che sostengono da vicino gli studenti, come in un autentico apprendistato, in modo che le conoscenze critiche e i saperi tecno-scientifici siano continuamente verificati sul campo con sperimentazioni laboratoriali. Il futuro architetto, negli scambi con i docenti e gli altri studenti provenienti da molteplici aree linguistico-culturali, viene così stimolato a formare una propria visione aperta, dialettica e critica, l’unica in grado di opporsi tanto all’omologazione globalizzata, quanto alla ristrettezza localistica o nostalgica.
Il successo della giovane Accademia è attestato dal numero crescente di studenti che ogni anno chiedono di iscriversi e che attualmente, nonostante l’accesso venga limitato per garantire alti parametri didattici, sono circa 700. Pur essendo prevalenti i bacini svizzero e italiano, compaiono molti giovani che provengono da vari altri paesi dell’Europa occidentale e dell’Est, così come da paesi extraeuropei che si spingono sino all’America latina e all’Asia.

Il campus universitario di Mendrisio è a metà strada tra Lugano e Como, poco distante da Milano e sull’asse che collega la metropoli lombarda con Zurigo, il primo grande polo urbano del Nord Europa. Questa collocazione pone la scuola in una condizione geo-culturale privilegiata, nel punto di interscambio tra due grandi tradizioni: quella di lingua tedesca dell’Europa continentale e quella di lingua italiana dell’area mediterranea che ha nel Cantone Ticino la propaggine più settentrionale. L’Accademia è quindi una scuola cosmopolita già grazie alla sua posizione geografica, la cui vocazione di collegamento internazionale si è tradotta nel principio ordinatore dell’impianto intellettuale e pedagogico dell’istituzione. Nel corpo docente si trovano, infatti, rappresentate le due grandi tradizioni continentale e mediterranea con professori provenienti dalle diverse aree linguistico-culturali della Svizzera (italiana, tedesca e francese), cui si affiancano docenti di nazionalità italiana ma anche francese, spagnola e portoghese, per ampliarsi inoltre a presenze di area anglosassone.

Tra i suoi professori l’Accademia vanta architetti affermati a livello internazionale, come pure storici e intellettuali fra i più autorevoli. I nomi più illustri hanno d’altronde insegnato a Mendrisio; fra gli altri si ricordano: per le materie teoriche Kenneth Frampton, Harald Szeemann, Carlo Bertelli, Francesco Dal Co, Bice Curiger, Yehuda Emmanuel Safran, Oliviero Toscani, Bruno Monguzzi, Massimo Cacciari, Leonardo Benevolo, Albert Jacquard; per la progettazione Panos Koulermos, Heinz Tesar e Peter Zumthor, che ha vinto il prestigioso premio Pritzker 2009, il più alto riconoscimento in campo architettonico.
Mendrisio ha saputo affermarsi come polo universitario internazionale anche grazie a un’intensa attività complementare alla didattica vera e propria. Tra le varie iniziative che arricchiscono il panorama dell’offerta culturale spiccano le conferenze pubbliche e le esposizioni. Questi appuntamenti, oltre che indirizzarsi agli studenti e ai collaboratori dell’Accademia, coinvolgono ampie fasce della comunità ticinese e di altri cantoni svizzeri, come pure un pubblico proveniente dalla vicina Italia e occasionalmente da più lontano. Così tutta una galleria di celebrità à couper le souffle è già passata da Mendrisio: Renzo Piano, Jean Nouvel, Jacques Herzog, Frank O. Gehry, Toyo Ito, Eduardo Souto de Moura, Zaha Hadid, Massimiliano Fuksas, Tadao Ando, Paulo Mendes da Rocha, Álvaro Siza, Kazuyo Sejima & Ryue Nishizawa e molti altri ancora. Oltre ai grandi nomi dell’architettura vi sono anche i contributi portati da intellettuali, storici e studiosi appartenenti ad ambiti affini e complementari a quello della pratica architettonica. Tra questi si possono ricordare quelli sulla cultura cinematografica organizzati da Marco Müller, le serate incentrate sulle problematiche ecologiche con studiosi quali Riccardo Petrella, Vandana Shiva e Albert Jacquard e gli incontri filosofici con Massimo Cacciari. Ogni serata attira numerose centinaia di persone con picchi di oltre un migliaio.

Tra le numerose attività che ruotano intorno all’Accademia si segnalano inoltre l’attività editoriale che vede la pubblicazione di cataloghi e di saggi, il continuo rafforzamento del sistema bibliotecario con l’acquisizione di fondi specializzati negli ambiti di storia dell’arte e dell’architettura, l’apertura nel 2005 di una Galleria espositiva annessa alla scuola, la costituzione della Fondazione Archivio del Moderno che opera quale centro studi sui temi del progetto della modernità, nonché il progetto del futuro Museo dell’architettura. Anche grazie a iniziative di questo tipo il dibattito intorno all’architettura si mantiene vivo e fertile a Mendrisio.

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